Studio ISU sul mercato dei biocarburanti in America
Trainata dalla nuova politica energetica del governo statunitense la produzione americana di etanolo giungerà a 30 miliardi di galloni nel 2012. L'attuale giro d'affari annuale potrebbe salire da 14 a 20 miliardi di dollari nel momento in cui il prezzo del greggio torni a superare la quota dei 70$ per barile. Un recente condotto dal Center for Agricultural and Rural Development at Iowa State University (ISU) studio fa però il punto anche sulle possibili conseguenze economiche generali sul mercato americano del frumento comparandolo con quello nascente della produzione di biocarburante etanolo.
Secondo il rapporto la crescita della produzione di etanolo trascinerà al rialzo anche il prezzo del grano dai 2$ per bushel nel 2006 ai 4.42$ entro il 2016. In caso di crisi, come quella registrata nel 1988, i prezzi della soia e del grano potrebbero però incrementare ulteriormente fino a 8,50$ causando un crollo del 50% sull'export di grano e prodotti derivati.
Il settore dei biocarburanti potrebbe arrivare quindi a consumare più della metà del grano statunitense, spingendo indirettamente al rialzo i prezzi dei mangimi per allevamento e quindi della carne per il consumatore finale. Nei prossimi dieci anni si presume pertanto una riduzione dell'export di grano e di carne made in Usa e un incremento delle importazioni dal sud del mondo.
Malgrado l'ipotesi possa sembrare negativa nei confronti dei biocarburanti lo studio si propone di individuare una marcia 'ottimale' nella crescita del settore biofuel che tenga conto di un'analisi economica generale e non soltanto parziale. A questo proposito il rapporto sintetizza di porsi tre obiettivi di medio-corto termine:
- Fissare come picco di produzione max. di etanolo un volume annuale di 14-15 miliardi di galloni e una copertura del 10% dell'attuale consumo di benzina statunitense. Questa andatura garantirebbe un prezzo del grano costantemente inferiore ai 3,16 $ per bushel.
- Lo studio suggerisce inoltre l'introduzione di un sussidio di 270 dollari per ogni acro convertito alla coltura del grano e del frumento, al fine di contenere l'impatto dell'etanolo sul settore agroalimentare.
- Diversificare la produzione di biocarburanti. Le possibilità offerte dal settore sono molteplici ma gli investimenti e le decisioni politiche sono spesso frenate dall'interesse economico dei grandi produttori di grano e dall'importanza politica degli Stati 'granaio' (negli Usa).
- Applicare il Conservation Reserve Program (CRP) per contenere le espansioni incontrollate ed elargire aiuti finanziari e sostegno alle attività danneggiate dall'incremento del grano (allevamento).
In conclusione. Lo studio dell'ISU conferma la previsione di rapida crescita per il settore dei biocarburanti negli Stati Uniti, prendendo però in conto anche le critiche sollevate da più parti sull'impatto che il biofuel potrebbe avere nel settore agroalimentare. Rispetto alle altre critiche al biofuel lo studio sembra essere scevro da motivazioni politiche e indica le possibili soluzioni ottimali per conciliare la nascita/crescita della filiera biofuel con il resto dell'economia agricola.
Fonte
http://www.card.iastate.edu/publications/synopsis.aspx?id=1050
20070522